CalhanogluCalhanoglu

L’analisi della Gazzetta dello Sport sulla vittoria per 2-1 dell’Inter contro il Salisburgo. Decidono i gol di Sanchez prima e Calhanoglu poi su calcio di rigore, due reti molto importante in chiave passaggio del turno in Champions League. Ecco quanto evidenziato oggi dal quotidiano.

L’anima europea dell’Inter non tradisce. Gli “inzaghiani” si sono distratti in campionato, in questa stagione come nell’altra, ma in Europa filano come treni. Forse è una questione d’atmosfera – le luci dei 70mila di San Siro, le motivazioni forti della Champions -, però l’euro-Inter è applicata e non fa beneficenza come a volte capita in campionato. Battuto il Salisburgo al fondo di una partita tortuosa e complicata, perché la squadra austriaca è spavalda per natura. Gioca per giocarsela, non si impressiona, e però qualcosa concede. L’Inter si è infilata bene in queste licenze e non è andata in confusione né in depressione quando il Salisburgo, sull’1-1, per qualche minuto nella sua baldanza ha accarezzato l’idea del ribaltone. La vittoria della Real Sociedad a Lisbona ha aperto il portone della qualificazione, un successo a Salisburgo nel prossimo turno renderebbe aritmetico il passaggio agli ottavi con due giornate di anticipo, ma sarà bene giocare per il primo posto, spalla a spalla con gli spagnoli, onde guadagnarsi un posto al sole al sorteggio.

Per una volta non è servita la Thu-La, i gol li hanno segnati il redivivo Sanchez e un imperiale Calhanoglu su rigore. Il regista turco è diventato il centro di gravità permanente dell’Inter. Nessuno più rimpiange Brozovic, volato in Arabia a mietere milioni, ma non è questo il punto. Le domande sono altre: oggi Calhanoglu è il più forte centrocampista del campionato italiano? Oggi Calhanoglu può essere considerato uno dei cinque centrocampisti più forti d’Europa?

[…] Quella austriaca è squadra votata all’offesa per costituzione e l’azione del gol di Sanchez ne è stata la dimostrazione. È bastato un allungo di Mkhitaryan da sinistra a destra per sfilacciare la mediana e costringere Pavlovic a un’uscita “sballa-linea”. Palla sporcata da Frattesi sull’invito dell’armeno e assist semi-involontario per Sanchez, lesto a sbattere la palla in rete. L’1-0 ha stordito il Salisburgo , incapace di reagire, e l’Inter ha chiuso il tempo in controllo, telecomandata da un Calhanoglu sempre più autorevole.

Il Salisburgo ha preso a morsi il primo spezzone di ripresa, questa squadra parte forte per principio. Il Salisburgo si è avventato, ha rischiato di prendere il 2-0 su un diagonale “strozzato” di Carlos Augusto e qualche attimo dopo ha architettato un bellissimo 1-1. Su un lancione, Roko Simic ha “gabbato” Bastoni, non uno qualunque, e appoggiato il pallone a Kjaergaard, che l’ha smistato al terribile Gloukh sulla sinistra: stop e tiro da giocatore vero, Sommer battuto. Qui l’Inter di campionato si sarebbe aggrovigliata, ne siamo abbastanza certi, ma l’Inter di Champions mantiene la calma, ha sempre la risposta pronta. Pochi minuti ancora e Frattesi in area ha lanciato l’amo a cui ha abboccato Gourna-Douath: fallo chiaro e rigore trasformato da Calhanoglu con la solita glacialità. Il Salisburgo si è rovesciato davanti, però l’Inter ha resistito.

L’Inter è questa, una squadra matura, e il gioco di Inzaghi la asseconda. L’Inter coltiva un calcio diversamente europeo, un impasto di gestione, controllo e attacchi mirati. Non è mossa dal demone del pressing, ricerca la circolazione rapida e le aperture alari. Può piacere o meno, ma in Europa non usurpa nulla”, si legge.

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