Il 41enne polacco è stato designato per la sfida al Camp Nou. Con i nerazzurri 5 incroci, l’ultimo lo scorso anno col Liverpool nell’andata degli ottavi. Era stato escluso dagli Europei per i postumi del covid

La quantità di polemiche feroci che sono seguite alla gara d’andata imponevano una designazione delle più autorevoli. Roberto Rosetti ne era pienamente consapevole e per questo per Barcellona-Inter si è rivolto ad uno dei profili più affidabili.

La gara del Camp Nou sarà diretta dal polacco Szymon Marciniak, gli assistenti saranno Sokolnicki e Listkiewicz, il quarto uomo Musial mentre al Var ci saranno Kwiatkowski e l’inglese Attwell.

Marciniak, proprio insieme allo sloveno Vincic che aveva arbitrato a San Siro, è stato il più impiegato della scorsa edizione della Champions League, con ben otto direzioni.

Tra cui anche l’Inter, all’andata degli ottavi di finale contro il Liverpool, con i nerazzurri sconfitti 0-2 ma senza alcuna ombra sulle decisioni arbitrali.

Quest’anno è stato scelto per Atletico Madrid-Porto, una sfida molto complicata in cui è uscito bene. Il periodo controverso, insomma, è ormai alle spalle.

L’esclusione dagli Europei del 2021 ha segnato un nuovo inizio per Marciniak (41 anni ed élite dal 2015), che non ha partecipato alla competizione anche a causa dei problemi di salute riscontrati in seguito alla positività al coronavirus.

Dai test medici svolti due mesi prima dell’inizio del torneo risultarono delle anomalie a livello cardiaco che non convinsero i vertici Uefa, nonostante abbia proseguito regolarmente ad arbitrare entro i confini nazionali.

In ogni caso, ritmi decisamente diversi come ha ammesso lo stesso direttore di gara quando si è trovato a commentare la scelta di Rosetti.

I PRECEDENTI

Il polacco e l’Inter si sono incrociati in cinque occasioni. La prima risale agli ottavi di finale dell’Europa League 2014-15, quando nella sfida d’andata il Wolsburg s’impose 3-1. Poi ha arbitrato l’incontro col Barcellona a San Siro nel 2018, finito 1-1; quindi i successi con lo Slavia Praga (1-3, Champions 2019-20), la semifinale di Europa League con lo Shakhtar due anni fa, terminata 5-0, e l’andata degli ottavi col Liverpool della Champions 2021-22. Anche il bilancio con le italiane è complessivamente positivo: 9 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte.

Ma il suo nome rievoca brutti ricordi all’ambiente romanista. Era alla Var in Porto-Roma nel 2019, quando ai giallorossi fu negato un rigore per un contatto tra Schick e Marega sul finire dei tempi supplementari.

Cakir, arbitro della partita, non poteva avere una visuale pulita dell’episodio perché era ostruita da un giocatore portoghese: “serious missed incident”, un classico caso da protocollo in cui bisogna richiamare il collega in campo alla on-field review. Un pensiero che attraversò la mente di Marciniak, con il gioco che non riprese nell’immediato proprio per le valutazioni della sala video, che poi si risolsero in un nulla di fatto.

Un altro caso spinoso con le squadre di Serie A risale all’anno prima, durante Tottenham-Juventus, quando negò un rigore piuttosto evidente per il fallo di Vertonghen su Douglas Costa.

Errore che però non impedì alla squadra di Allegri di vincere a Wembley ed eliminare i londinesi.

POLEMICHE

Il nome di Marciniak tuttavia è finito al centro di polemiche anche un anno fa. Selezionato per dirigere a dicembre la semifinale dell’Arab Cup (competizione ufficiale Fifa) tra Qatar e Algeria, ha concesso nella ripresa 9 minuti di recupero sebbene le interruzioni non giustificassero un tempo addizionale così importante, per poi allungarlo addirittura fino al 109’.

Un frangente in cui il Qatar aveva trovato il pari, per poi subire la rete del 2-1. Non esaltante nemmeno l’esperienza ai Mondiali del 2018, dove non fu più considerato dopo la fase a gironi in seguito alla direzione negativa di Germania-Svezia.

Ma il passato è passato, oggi ha dimostrato di essere un nome all’altezza di un incontro così delicato.

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