Inzaghi

Doveva essere la partita del rilancio ma evidentemente più di qualcosa è andato storto, e così la sconfitta di ieri con la Roma ha inesorabilmente decretato lo stato di crisi dell’Inter.

Per ritrovare un inizio di stagione tanto imbarazzante occorre risalire ai tempi di Gasperini o se preferite di Frank de Boer, con un susseguirsi dilaniante di allenatori che ha soltanto peggiorato la situazione. Oggi quel tipo di scenario sembra aleggiare nuovamente nell’aria ma paradossalmente la testa di Inzaghi è invocata a furor di popolo come se la storia non avesse insegnato niente.

L’ennesima rimonta subita in campionato, un fattore che accumuna tutte le sconfitte da inizio stagione (Bayern escluso) e che ormai non è più un campanello d’allarme ma un difetto cronico dell’Inter e che apre ufficialmente il processo all’allenatore, mai come oggi seriamente in bilico.

A dir il vero l’inizio di partita dell’Inter ieri sera è stato piuttosto incoraggiante, con la Roma costretta nella propria metà campo e col gol nell’aria fin dall’inizio. Una volta passata in vantaggio, l’Inter si è però liquefatta un’altra volta e ha buttato altri punti alle ortiche trovandosi ora a otto lunghezze dalla vetta e con molte squadre davanti.

La traversa e due clamorose occasioni per vincere la partita di ieri non bastano per giustificare una lentezza disarmante nella costruzione del gioco, mancanza di spunti personali e le usuali distrazioni difensive. Handanovic poteva far meglio (ancora una volta) sul gol di Dybala e si trova ora nuovamente tra gli imputati, ma l’impressione generale è che il portiere dell’Inter sia soltanto la punta di un castello di sabbia le cui fondamenta iniziano pericolosamente a tremare. Un cono d’ombra nel quale l’Inter si è infilata da settimane e dal quale è difficile trovare la via d’uscita.

Oggi l’Inter pare essersi persa, principalmente a causa del fatto che ciascuno degli interpreti ha perso di vista l’obbiettivo comune di quella che dovrebbe essere una squadra. L’allenatore in primis ricorda a tutti quanto è bravo a sanare il bilancio e a vincere trofei, i giocatori sono privi di iniziativa e svolgono il tradizionale compitino, la società è impegnata a trovare nuovi acquirenti.  La sommatoria di questi fattori produce una risultante leggibile dalla classifica, ma soprattutto fornisce delle prospettive tutt’altro che incoraggianti per il resto della stagione.

Dov’è finita l’Inter?

Serve una scossa, forte e in tempi rapidi, tra due giorni c’è il Barcellona e un ulteriore risultato negativo comprometterebbe il cammino in Europa, oltre che riflettersi negativamente in campionato. Qualcuno faccia qualcosa, altrimenti sarà troppo tardi.

Avanti Inter.

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