Zanetti rendimento

Ecco le parole del vicepresidente nerazzurro, Javier Zanetti, ai microfoni di fcinter1908.com, in occasione del Festival dello Sport a Trento

Le parole di Javier Zanetti sul momento dell’Inter

Come si rilancia l’Inter? Essendo consapevoli della nostra forza. Dobbiamo essere una squadra resiliente, umile, e poi dipenderà dalla nostra bravura di essere protagonisti perché io sono convinto che ci siano i presupposti per poterlo fare. C’è sempre stata fiducia su Inzaghi, i meriti non sono mai di una sola persona. C’è un gruppo che ha obiettivi ben chiari e andiamo tutti nella stessa direzione.

Sui prossimi impegni

Bisogna ragionare con una visione ampia. Inizia un ciclo di partite ravvicinate e dobbiamo dare risposte. Dispiace che in questi giorni in pochi siano ad Appiano, ma quando torneranno tutti ci sarà un tour de force molto impegnativo e dovremo essere pronti. Abbiamo bisogno di tutti i componenti dell’organico, avendo così tante partite.”

La ricetta di Zanetti per cambiare marcia

C’è bisogno di prestazioni che ti fanno avvicinare al successo e c’è bisogno in un momento del genere di grande mentalità e personalità. Tutti dobbiamo dare qualcosa in più, non è soltanto un problema di giocatori. Il problema è di tutta l’Inter e bisogna superare il momento di difficoltà che ti fa diventare più forte.”

Sulla trattativa Dybala

Dybala? C’è stata una trattativa. Noi dopo abbiamo preso Lukaku e il parco attaccanti era al completo. Sarebbe stato difficile prenderne un altro, soprattutto dello spessore di Paulo. Lo vedo felice a Roma, Mourinho lo farà rendere al meglio.”

Pillole di passato: l’inizio di carriera e la passione per il calcio italiano

Il mio percorso inizia in Argentina in una squadra piccola. Dopo due anni mi arriva questa opportunità e io sinceramente in quel momento non me l’aspettavo. Guardavo il calcio italiano in TV e sognavo, non sapevo se ero pronto. Arrivato a Milano, in una città così imponente, mi sono reso conto. Il mio percorso di crescita si è completato in Italia.”

Zanetti e l’aneddoto sull’approdo all’Inter

La foto del mio arrivo con Rambert? Inguardabile. Era la prima volta che indossavo un abito, lo avevo comprato di proposito. C’era il diluvio quel giorno, incontrai in Terrazza Martini Mazzola, Facchetti e Bergomi e mi resi conto di dove fossi arrivato. La prima volta che sono arrivato ad Appiano mi sono subito sentito a casa, l’Inter ti fa questa cosa qui. Mi ha accolto come una grande famiglia e mi sono subito innamorato.”

Sul rapporto con Ronaldo il fenomeno

Ronaldo è stato un Fenomeno, come lo chiamavano e lo chiamano ancora. Una cosa devastante, un compagno straordinario all’Inter, purtroppo fermato dagli infortuni. Non è stato un rimpianto non vincere un campionato con lui, perché dopo abbiamo saputo cosa era successo. Sono stato orgoglioso di aver vinto la Coppa Uefa con lui a Parigi. Il mio gol? Ho sbagliato e ho fatto gol (ride, ndr). Ho chiuso gli occhi e l’ho messa all’incrocio. Abbiamo trascorso momenti indimenticabili, averlo come compagno è stato un grandissimo piacere” racconta il Capitano.

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