Rummenigge ex attaccante nerazzurro, inserito nella Hall of Fame Figc, ha rilasciato un’intervista sullo scudetto e sull’Inter:

Le parole di Rummenigge

Milano e l’Inter

“Sono a casa qui in Italia. Ricordo con affetto l’Inter, sono stati anni bellissimi quelli trascorsi qui in Italia. Ho goduto di questo Paese bellissimo, poi ho un nipotino che si chiama Dante, quindi…”.

Lo scudetto al Milan

“Mi dispiace che non sia riuscito a vincerlo ma in fondo ha perso di due punti e vinto anche la Coppa Italia contro la Juventus in una finale bellissima: l’annata è stata buona, l’Inter non deve arrabbiarsi. Se ho calcisticamente sofferto per questo? Beh, insomma: l’Inter non aveva il destino nelle proprie mani, quindi… E non sarebbe corretto dire che doveva vincerlo: poteva, ecco, questo sì. Bisogna fare i complimenti al Milan e al mio amico Gazidis. Sono stati bravi. E comunque finalmente il campionato italiano è tornato ad essere competitivo: come e solo la Premier League, e questo è molto bello. Che la Serie A sia tornata ad essere emozionante è importante, molto”.

Perisic

“La società è bravissima, quindi saprà come fare. Certo Ivan con il Bayern ha fatto grandi cose…”.

Giocatore preferito dell’Inter

“Ne devo scegliere uno? Mi è sempre piaciuto Barella: corre, ha qualità, è proprio una macchina”.

La sua avventura all’Inter

“La prima volta in cui entrai a San Siro: la gente, la gioia, fu subito non solo amicizia ma amore. Mi sono subito italianizzato. Fra me e i tifosi nacque un feeling incredibile che mai mi sarei immaginato. Qua in Italia ho vissuto anni molto belli. Per questo devo ringraziare l’Inter e i tifosi, così come il mio vecchio presidente Pellegrini. Io e la mia famiglia abbiamo imparato molto qui da voi. Nella mia carriera ho vinto 60 titoli, purtroppo nel palmarès mi manca qualcosa in Italia”.

Italia-Germania del 4 giugno

“E’ un classico, una sfida storica. La Germania non ha fatto bene ultimamente ma stiamo crescendo, anche col nuovo c.t. Flick. L’Italia mancherà molto al Mondiale. Molto”.

Il futuro di Lewandowski

“L’ho preso io nel 2014 dal Dortmund a parametro zero, ora spetta alla società decidere cosa fare, io ne sono uscito. E’ un giocatore eccezionale, ha fatto 40-50 gol a stagione…”.
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