Gosens torna a parlare del suo trasferimento dall’Atalanta all’Inter al giornale tedesco Kicker, parlando anche del Newcastle.

Sul mancato trasferimento al Newcastle

“Il Newcastle? Ci ho pensato, ma non ho mai veramente preso in considerazione un trasferimento. Trovo che sia una cosa molta umana pensarci. Guadagnare molto di più rispetto a quanto si percepisce per fare lo stesso lavoro, in un posto diverso. Ditemi se c’è qualcuno che avrebbe detto semplicemente ‘no, grazie’ a tutto questo. Non si tratta solo di me, probabilmente avrei potuto mantenere qualche generazione della mia famiglia con quei soldi”.

Sul suo approdo alla corte di Inzaghi

“L’Atalanta mi ha comprato a un milione e mi ha venduto a una cifra considerevole: è stata una situazione win-win. Nel frattempo è arrivato il mio meraviglioso trasferimento all’Inter, che penso sia incredibilmente bello. Ne stiamo parlando solo ora, me ne devo ancora rendere conto.”

Primo contatto con Inzaghi

“Inzaghi mi ha chiamato e mi ha detto ridendo ‘Da come si stanno mettendo le cose non mi farai più gol contro’. Mi ha detto che cercavano uno in quel ruolo e che lui pensava io fossi l’ideale. E mi ha detto ‘non avrai problemi ad adattarti”

La sua sistemazione tattica nell’Inter

“All’Inter dovrei avere stesse libertà tattiche, soprattutto in fase offensiva. Questo lo pretende da me il tecnico. Inzaghi mi ha dato subito l’impressione di contare su di me e di avere un preciso piano per me. Questa per me è la cosa più importante, sono felicissimo”

Rientro in campo

“Quando rientrerò? Per fortuna questa è l’ultima settimana in cui mi allenerò a parte. Faremo un’altra risonanza magnetica e se tutto va bene, tornerò piano piano in gruppo. Poi dovrò ritrovare il ritmo partita ma non dovrebbe passare troppo tempo perchè questo accada”

Parole sull’Atalanta

Ma perché l’Atalanta ha deciso di lasciarlo andare a gennaio? La risposta di Gosens è stata questa: “Questa domanda me la sono fatta anch’io. Quando ho salutato i compagni nello spogliatoio, sono andato nell’ufficio di Luca Percassi e gli ho fatto la stessa domanda: ‘Perché adesso?’. Mi ha detto: ‘Ne abbiamo discusso nel club e abbiamo convenuto che ti meriti questa possibilità con una squadra di alto livello. Hai lavorato per il club e hai sempre dato il massimo. Ora è arrivato questo top club e ti abbiamo lasciato andare. Te lo concediamo col cuore’. Questo mi ha toccato profondamente.”

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